SAFEGUARDING

MARCO SCARPA - safeguarding.cvmc@gmail.com

Codice di condotta a tutela dei minori

e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione

(safeguarding)

I destinatari del presente Codice di condotta sono gli istruttori tecnici, i dirigenti, i collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica (da ora in poi indicati come “Istruttori”).

I soggetti sopra indicati sono responsabili della crescita dei giovani allievi e tesserati nonché della creazione di un ambiente positivo, sicuro e stimolante per la pratica sportiva.

A tal fine, sono chiamati a dare il buon esempio e ad essere un modello per gli allievi affiliati del CVMC.

 Tutti i soggetti sopra indicati, che hanno un contatto diretto con allievi e tesserati minorenni, sono obbligati a rispettare il Codice di condotta, che accettano integralmente dopo averne preso visione. Ogni presunta violazione del Codice di condotta deve essere segnalata e verificata secondo quanto stabilito dal Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva. 

Le misure e le sanzioni poste in essere potranno andare dall’ammonimento verbale fino alla sospensione e alla cessazione della collaborazione.

Il Circolo Velico Mariclea Club ASD  si impegna a garantire un ambiente sicuro, rispettoso e inclusivo per tutti i partecipanti, inclusi i minori e gli adulti vulnerabili. 

Art. 1: Rispetto e Dignità.

Gli istruttori si impegnano a rispettare la dignità e l’integrità di tutte le persone coinvolte nelle attività della società sportiva, senza discriminazioni di alcun genere. Si impegnano inoltre a trattare tutti con cortesia, gentilezza e rispetto, evitando linguaggio offensivo, imprecazioni, comportamenti intimidatori o abusivi.  

Art. 2: Sicurezza e Benessere.

La sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti alle attività del CVMC è una priorità. Gli istruttori si impegnano a vigilare e a prendere misure appropriate per prevenire abusi, molestie o qualsiasi forma di danno

Art. 3: Comportamento Appropriato.

Gli istruttori si impegnano a mantenere un comportamento esemplare, professionale e appropriato in tutte le interazioni. In ciò presteranno particolare attenzione ad evitare qualsiasi forma di contatto fisico ingiustificato, nonché ad evitare situazioni che possano essere percepite come sospette o inappropriate,  mantenendo un comportamento sempre trasparente e rispettoso.  

Art. 4: Comunicazione Adeguata.

I rapporti con i partecipanti, genitori, colleghi e altri membri della società sportiva devono essere trasparenti e rispettosi nei toni e nel comportamento. Chiunque deve sentirsi libero di esprimere il proprio pensiero, preoccupazioni, nonché di segnalare comportamenti ritenuti inappropriati senza sentirsi denigrato o minacciato. 

 

Art. 5: Diffusione e Consapevolezza.

Gli istruttori si impegnano a diffondere le conoscenze relative al tema del Safeguarding e a sensibilizzare gli allievi e i partecipanti in generale al problema. Riconoscono altresì il proprio ruolo e la propria responsabilità nel proteggere i partecipanti e segnalare qualsiasi preoccupazione o sospetto di abuso alle autorità competenti.  

 

Art. 6: Collaborazione e Rendicontabilità.

Ciascuno collabora con gli altri membri del CVMC e con le e autorità competenti per garantire un ambiente sicuro e rispettoso per tutti. Ciascuno è pronto a rendere conto delle proprie azioni e decisioni, rispondendo in modo trasparente e responsabile alle preoccupazioni sollevate dalla comunità sportiva. 

 

Art. 7: Codice di comportamento per istruttori, allievi e collaboratori del CVMC.

Tutti i tesserati devono obbligatoriamente rispettare le seguenti norme di comportamento.

A.                rispettare e tutelare i diritti, la dignità e il valore di tutti i tesserati coinvolti, indipendentemente dalla loro età, colore della pelle, origine etnica, nazionale o sociale, sesso, disabilità, lingua, religione, opinione politica, stato sociale, orientamento sessuale o qualsiasi altra ragione.

B.                Allievi e istruttori devono sempre mantenere un comportamento civile, antidiscriminatorio e teso a non ignorare, facilitare o anche collaborare tacitamente in attività che implicano un’ingiusta discriminazione nei confronti dei tesserati.

C.               Allievi e istruttori devono avere un comportamento ineccepibile ed esemplare durante ogni fase delle attività sportive. Ciascun atleta e istruttore deve incoraggiare e promuovere il fair play, la disciplina, la correttezza, e lo spirito di collaborazione. A nessuno è permesso di assumere o tollerare comportamenti inappropriati o linguaggi offensivi nei confronti di chiunque o anche semplicemente ascrivibili a generica forma di imprecazione.

D.               Obblighi specifici degli istruttori sono i seguenti:

o        Evitare qualunque linguaggio, gesto o forma di comportamento che non sia esemplare e ineccepibile dal punto di vista dell’etica, ivi compresi il consumo di alcol, di sigarette o di altre sostanze dannose per la salute in presenza di minori.

o        sostenere e applaudire sempre gli sforzi dei giovani atleti e valorizzarli a prescindere dai risultati sul campo, promuovendo la cultura dello sport come divertimento;

o        educare al rispetto, all’impegno e alla collaborazione; 

o        intervenire immediatamente a fronte di comportamenti inappropriati dei propri allievi, nonché riferire al Direttore Sportivo;

o        aggiornarsi costantemente sulle conoscenze necessarie per adempiere al meglio alle mansioni assegnate e sul tema della tutela dei minori; 

o        rispettare il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva, considerare il benessere, la sicurezza e il divertimento di tutti i tesserati al di sopra ogni altra cosa;

o        combattere e prevenire qualsiasi forma di bullismo tra i minori; – ascoltare i bisogni, le richieste, le preoccupazioni di tutti i tesserati;

o        non agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare un minore, o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;

o        non sfruttare un minore per un tornaconto personale o economico; 

o        non avere atteggiamenti nei confronti dei minori che – anche sotto il profilo psicologico – possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;

o        non impegnarsi in attività sessuali o avere un rapporto sessuale con tesserati di età inferiore ai 18 anni e non fare commenti sessualmente allusivi mostrando un comportamento sempre rispettoso e discreto;

o        non avere relazioni con minorenni che possano essere in qualche modo considerate di sfruttamento, maltrattamento o abuso; 

o        non consentire giochi, frasi, atteggiamenti sessualmente provocatori o inappropriati;

o        garantire che tutte le attività siano adatte alle capacità, all’età, alla maturità fisica ed emotiva, all’esperienza e all’abilità dei tesserati, in particolare degli allievi minorenni;

o        lavorare insieme agli altri componenti dello staff per tutelare e promuovere gli interessi e il benessere di ogni tesserato;

o        non compiere atti e non infliggere punizioni o castighi che possano essere ricondotti ad un abuso fisico;

o        intessere relazioni proficue con i genitori dei tesserati minorenni al fine di fare squadra per la crescita e la loro tutela;

o        accertarsi sempre che i minori siano adeguatamente sorvegliati e che le gare e le attività sia in sede che in trasferta siano sicure; 

o        organizzare il lavoro, il luogo di lavoro e le attività in trasferta in modo tale da minimizzare i rischi; 

o        rispettare la privacy dei minori, specie in luoghi particolarmente sensibili i quali devono essere sorvegliati; 

o        evitare di fare per i minori attività di carattere personale che essi stessi possano fare da soli;

o        vigilare che qualsiasi trattamento di assistenza sanitaria (ad es. visita medica, assistenza post infortunio, trattamento fisioterapico), si svolga in modo aperto e in ambiente supervisionato, piuttosto che al chiuso o in privato e sempre con la presenza di un soggetto terzo (altro tesserato, adulto);

o        non lasciare che i minori rimangano senza adeguata supervisione nel corso delle attività e, al termine delle stesse, accertarsi che lascino l’impianto sportivo accompagnati da un proprio genitore o da una persona autorizzata, qualora i minori non siano stati preventivamente autorizzati a lasciare l’impianto autonomamente e senza la presenza di un adulto. Ogni autorizzazione deve essere debitamente sottoscritta dai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale sul minore; 

o        non utilizzare i social media in maniera inappropriata, non coinvolgere i minori nelle conversazioni private sui social media e non pubblicare mai commenti o condividere immagini che potrebbero compromettere il loro benessere o causare loro danni; 

o        non acquisire, detenere e pubblicare fotografie o divulgare altre informazioni sui bambini e sui ragazzi o sulle loro famiglie su qualsiasi supporto cartaceo ovvero digitale (es. social media personali o del club/organizzazione, siti web, strumenti di comunicazione online personali, ecc.) in assenza della relativa liberatoria sottoscritta dai genitori o dai tutori al fine di poter conservare e/o utilizzare tale materiale prodotto (anche iscrizione alle regate, raduni, att. istituzionale)

o        segnalare eventuali dubbi sulla sicurezza e sul benessere degli atleti rivolgendosi al Garante Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, in conformità a quanto disposto nel Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva;

o        consultare il Responsabile Safeguarding in caso di dubbi sulla partecipazione di atleti, in conformità a quanto disposto nel Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva, in caso di necessità per favorire l’inclusione sportiva degli atleti con disabilità fisica o intellettivo relazionale.

E.                Obblighi specifici degli atleti sono i seguenti:

o        Evitare qualunque linguaggio, gesto o forma di comportamento che non sia esemplare e ineccepibile dal punto di vista dell’etica e del rispetto delle persone e cose altrui, ivi compresi il consumo di alcol, di sigarette o di altre sostanze dannose per la salute;

o        seguire sempre le istruzioni degli istruttori, rispettarne le decisioni senza manifestazioni di stizza, insofferenza o altro comportamento deprecabile;

o        combattere e non prendere parte ad ogni forma di bullismo, informando immediatamente l’istruttore se testimoni di tali tipo di atti

o        impegnarsi a collaborare  con gli altri atleti, nel pieno rispetto reciproco;

 

Codice di comportamento etico – sportivo del Circolo Velico Mariclea Club ASD

Introduzione.

I tesserati del Circolo Velico Mariclea Club. sono tenuti all’osservanza di norme comportamentali la cui violazione costituisce inadempimento oggetto di adeguate sanzioni.  

Il presente Codice Etico recepisce per quanto applicabile il codice di comportamento etico della Federazione Italiana Vela, integrandolo con ulteriori norme a tutela degli associati e finalizzate all’obiettivo primario di garantire un ambiente sportivo sereno e sicuro per tutti

Il Codice Etico ha validità dal momento di perfezionamento del rinnovo del tesseramento annuale e pertanto tutti i soci e i tesserati FIV sono tenuti a prenderne visione. 

Il Codice Etico esprime i valori di riferimento della Federazione Italiana Vela, recepiti dal Circolo Velico Mariclea Club ASD, gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione delle attività connesse alla vita sportiva e sociale dell’Associazione.  

 

Esso individua i doveri fondamentali di lealtà, correttezza ed integrità previsti dello Statuto Federale, nonché dal Regolamento di Giustizia, in accordo con le disposizioni presenti nello Statuto e nei regolamenti del CONI .

 

 

1. La missione

Il presente Codice si fonda sul principio che il richiamo a Valori quali Lealtà, Correttezza, Riconoscenza, Rispetto, Fair Play, Uguaglianza e Meritocrazia, non sono elementi facoltativi, ma qualcosa di essenziale nell’attività sportiva in senso stretto e presenti in ogni fase della gestione del settore sportivo, applicabile a tutti i livelli di abilità ed impegno, dallo sport ricreativo a quello agonistico.  

Il quadro delle disposizioni richiamate è rivolto ai praticanti di questo sport di tutte le età, agli allenatori, ai genitori, ai dirigenti, ai giornalisti, ai medici, agli ufficiali di regata tesserati, che hanno un’influenza diretta o indiretta sulla partecipazione alla pratica sportiva della vela, con l’intento di salvaguardare i fondamenti dello spirito sportivo. 

 

L’osservanza del Codice Etico contribuisce inoltre a determinare ed attuare  decisioni e comportamenti senza frizioni ed esercizi eccessivi dell’autorità.

2. Osservanza della disciplina sportiva

Tutti i soci e gli altri soggetti facenti parte al CVMC sono tenuti all’osservanza delle norme statutarie, regolamentari e di giustizia, nonché delle altre misure e decisioni adottate dal CONI e dalla Federazione Italiana Vela. Essi sono tenuti ad adire previamente gli strumenti di tutela previsti dai rispettivi ordinamenti.  

Gli Organi Federali competenti adottano le misure dirette a facilitare la conoscenza e il rispetto della normativa vigente.  

I tesserati  operanti nell’ambito della FIV collaborano alla corretta applicazione delle normative vigenti. Essi comunicano agli uffici competenti ogni situazione di illegalità o di irregolarità, legata allo svolgimento dell’attività sportiva e forniscono ai medesimi tutte le informazioni richieste.  

 

Anche gli Affiliati rispondono dei comportamenti adottati, da parte dei propri tesserati, dirigenti o soci e adottano codici organizzativi idonei alla prevenzione di illeciti.

3. Principio di Lealtà e Fair Play

Lo sport è un’attività socio-culturale che arricchisce la società e l’amicizia, a condizione di essere praticata lealmente, offrendo agli individui l’opportunità di conoscere se stessi, di esprimersi e di raggiungere soddisfazioni, di ottenere successi personali, acquisire capacità e dimostrare abilità, di interagire socialmente, raggiungere un buono stato di salute, divertirsi. Lo sport è dunque occasione di partecipazione ed assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti che, a vario titolo, operano al suo interno. 

I Tesserati devono comportarsi secondo i principi di Lealtà, Correttezza, Rispetto e  genericamente di Fair Play in ogni funzione, prestazione o azione comunque riferibile all’attività velica e genericamente sportiva, cooperando attivamente all’ordinata e civile convivenza sportiva.  

 

Il concetto di Fair Play non consiste semplicemente nel rispetto delle regole, ma include i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Prevede la lotta contro l’imbroglio, contro le astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla violenza sia fisica che verbale effettuata con ogni mezzo, alle  molestie sessuali ed agli abusi verso i bambini, verso i giovani e verso le donne, allo sfruttamento, alla diseguaglianza delle opportunità, ed alla corruzione. 

4. La promozione della Vela giovanile

 I dirigenti e gli allenatori incoraggiano tutte le iniziative volte alla promozione della Vela fra i giovani agendo, per le proprie responsabilità, con riconosciuta  responsabilità nel processo di educazione e formazione personale dell’allievo, in relazione ai cambiamenti biologici e psicologici impliciti nel processo di maturazione individuale. Queste figure favoriscono la diffusione dei valori della Vela educando i giovani alla Lealtà, al Rispetto, alla Riconoscenza, alla Solidarietà, all’Impegno e alla Disciplina.  

E così la Salute, la Sicurezza, il Benessere del giovane sia esso praticante dilettante o agonista, devono essere anteposti al successo agonistico, alla reputazione della Società e dell’allenatore.  

 

L’allievo deve essere indirizzato a vivere un’esperienza di sport che lo incoraggi a vivere, per tutta la vita, una sana attività fisica, mettendo in risalto il piacere e la soddisfazione di praticare la Vela, per evitare di subire pressioni indebite e subire l’imposizione di imporre aspettative sproporzionate alle effettive sue possibilità.  

 

5. Divieto di alterazione dei risultati sportivi

 E’ fatto divieto ai Tesserati compiere, con qualsiasi mezzo, atti diretti ad alterare artificiosamente lo svolgimento o il risultato di una regata o ad assicurare a chiunque un indebito vantaggio.

 

6. Divieto di ricorso al doping e ad altre forme di nocumento della salute

 E’ fatto divieto ai Tesserati tenere comportamenti in violazione o in contrasto con la disciplina antidoping in vigore.  

I Tesserati devono comunque astenersi da qualsiasi condotta atta a recare pregiudizio alla salute dell’atleta.  

 

7. Principio di non violenza

 I Tesserati non devono adottare comportamenti o rilasciare dichiarazioni che in qualunque modo, determinino o incitino alla violenza o ne costituiscano apologia.  

I Tesserati devono astenersi da qualsiasi condotta suscettibile di ledere l’integrità fisica e morale degli avversari, con qualsiasi mezzo inclusi i social network, durante ed al di fuori delle competizioni sportive e devono adottare iniziative positive per sensibilizzare anche il pubblico, non partecipante attivamente all’evento, al rispetto degli atleti, e di tutti i sostenitori. 

 

8. Principio di non discriminazione

 I Tesserati devono astenersi da qualsiasi comportamento discriminatorio in relazione alla razza, all’origine etnica o territoriale, al sesso, all’età, alla religione, alle opinioni politiche e filosofiche.  

 

9. Divieto di dichiarazioni lesive della reputazione

 I Tesserati non devono esprimere pubblicamente con qualsiasi mezzo, anche attraverso i social network, giudizi o rilievi lesivi della reputazione, dell’immagine o della dignità personale di altri soggetti di organismi operanti nell’ambito dell’ordinamento sportivo.  

 

10. Gli Atleti

Tutti gli atleti assumono l’obbligo della più assoluta disciplina e dell’osservanza delle disposizioni di questo codice etico, diventando un modello di comportamento. Tutti gli atleti devono agire con un elevato senso di responsabilità ed integrità dentro e fuori i campi di regata, rispettando tutti i principi etici del Codice.  

Essi promuovono costantemente i valori dell’integrità fisica e morale, condannano ogni forma di discriminazione e molestia, promuovendo altresì la tutela della salute, della sicurezza, dell’igiene ed il rispetto dell’ambiente in cui operano.  

Gli Atleti sono  tenuti a rispettare i Giudici e non contestare polemicamente le decisioni arbitrali, seguendo unicamente le forme ordinarie di ricorso previste dall’ordinamento federale.  

 

12. I Tecnici

I Tecnici hanno la funzione di educare, guidare, formare e allenare gli atleti di qualunque età, sesso e livello, ai valori della Vela enunciati nel presente Codice prima che alla tecnica sportiva.  

Il Tecnici devono avere un comportamento esemplare che costituisca un modello positivo per l’atleta. Non devono premiare comportamenti sleali, né adottarli personalmente, né ignorare quelli adottati da altri.  

Il livello di formazione e di qualificazione dei Tecnici deve essere adatto ai bisogni dell’atleta in funzione del livello sportivo di quest’ultimo.  

I Tecnici devono garantire che la salute, la sicurezza ed il benessere degli Atleti di tutti i livelli vengano anteposti alla prestazione sportiva ed al risultato agonistico, ad interessi particolari, sia del singolo che della società di appartenenza o della Federazione stessa.  

I Tecnici designati responsabili delle Squadre Federali, quali rappresentanti ufficiali della Federazione, devono agire con un elevato senso di responsabilità ed integrità nell’espletamento delle proprie mansioni, rispettando i più severi principi etici del Codice.  

Essi sono tenuti a tenersi in costante aggiornamento rispetto alle tecniche di allenamento ed apprendimento ed ad informarsi sulle linee guida impartite dalla Direzione Tecnica federale a cui devono riferirsi per progettare i propri interventi.  

Nell’adempimento del loro ruolo, i Tecnici delle Squadre federali devono altresì contribuire a creare un clima di armonia e di sana competizione sportiva all’interno del proprio gruppo e devono poter consentire agli Atleti di agire in condizioni di pari opportunità in occasione di allenamenti, raduni, selezioni e competizioni ufficiali.  

 

13. Principio di imparzialità

I Tesserati devono operare con imparzialità ed evitare disparità di trattamento nei confronti dei soggetti con cui hanno rapporti in funzione dell’attività che svolgono nell’ambito sportivo.   

 

14. Prevenzione dei conflitti di interessi

I Soci sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo generale, in cui vengano coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate. 

 

15. Validità e applicazione del codice

 Il Codice Etico si applica a tutti i Soci, collaboratori e dipendenti dell’Associazione. 

L’ignoranza del Codice non può essere invocata a nessun effetto.  

Il Direttivo del CVMC, vigila sull’osservanza del Codice e riceve le segnalazioni relative alle sue valutazioni da parte di chiunque abbia fondati motivi per avviare un’istruttoria.

Per la risoluzione di problemi relativi alla violazione del Codice Etico si applica quanto previsto dal Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva e dallo Statuto dell’Associazione.

Per le contingenze non previste da questo Codice si fa riferimento al Codice Etico della Federazione Italiana Vela – FIV.

 

 

Con il Circolo Velico Mariclea Club

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ ATTIVITA’ SPORTIVA

Il presente documento descrive la procedura per il controllo delle segnalazioni di violazione del codice etico e del codice di condotta a tutela dei minori c.d. “Safeguarding

 

 

1. Responsabilità e Struttura Organizzativa

Il Circolo Velico Mariclea Club (CVMC), al fine di promuovere e garantire l’osservanza del Codice Etico e del Codice di Condotta a Tutela dei Minori, c.d. “Safeguarding”, adotta un modello organizzativo che viene descritto in questo documento e che vincola tutti i soci all’osservanza di una serie di norme e procedure.

Ai fini sopra indicati, il CVMC 

– Invia a tutti i soci una copia in formato elettronico del Codice Etico, specificando che tutti i soci sono tenuti a prenderne visione e che detto Codice si intende pienamente accettato all’atto dell’iscrizione o del rinnovo della quota di associazione.

– Invia agli atleti una copia del Codice Etico e del codice “Safeguarding”, che si intende accettato con l’atto di iscrizione o rinnovo della stessa.

– Consegna agli istruttori e agli assistenti degli istruttori una copia del Codice Etico e del Codice “Safeguarding”, i quali attestano la ricezione firmando una copia di ciascuno di detti codici che saranno conservati presso la Sede del CVMC. La mancata sottoscrizione di tali codici da parte degli istruttori e dei loro assistenti comporta l’impossibilità per il CVMC di affidare loro incarichi di lavoro sportivo.

– Invia una copia del codice “Safeguarding” ai genitori degli allievi minorenni.

 

Il CVMC nomina, inoltre, un Garante a tutela dell’osservanza del Codice Etico e del Codice “Safeguarding”, scegliendolo tra persone autonome e possibilmente indipendenti dalle cariche sociali e da rapporti con gli istruttori,  con esperienza nel settore, competenze comunicative e capacità di gestione delle situazioni delicate.

Il Garante non interferisce con le prerogative statutarie.

 

Il garante:

• Riceve le segnalazioni di violazioni dei codici.

• Valuta la rilevanza e gravità delle segnalazioni.

• Garantisce la riservatezza e la tutela del segnalante.

• Informa il Direttivo delle violazioni e supporta il Direttivo nello stabilire le sanzioni, se necessarie.

 

2. Procedura di Segnalazione delle Violazioni

  1. Chiunque all’interno dell’associazione (soci, atleti, collaboratori, genitori) può segnalare una presunta violazione del codice etico. La procedura è suddivisa in fasi:

 

 Segnalazione e avvio della procedura

La segnalazione avviene per lettera o tramite posta elettronica. 

• La lettera può essere consegnata alla segreteria dell’Associazione in busta chiusa recante la scritta “Segnalazione per il Garante del Codice Etico e del Safeguarding”

Oppure

  • Inviato per mail all’indirizzo del garante dell’Associazione.
  • Lo scritto deve includere:
    • I dettagli della violazione (data, luogo, descrizione dei fatti).
    •  I nomi delle persone coinvolte.
    • (Facoltativo) Il nome e la mail del segnalante, con possibilità di anonimato della segnalazione.

• Entro 7 giorni dalla ricezione della segnalazione, il garante informa il Direttivo dell’apertura di una istruttoria, rispettando eventuale richiesta di anonimato del segnalante.

 Valutazione Preliminare

• Il garante esamina la segnalazione entro 15 giorni dalla ricezione.

• Se la segnalazione è ritenuta fondata, il Garante avvia una indagine alla quale il Direttivo, gli istruttori e tutti i soci sono tenuti a collaborare.

• Se la segnalazione è considerata infondata o irrilevante, il segnalante viene informato (se noto).

 Indagine e decisione

  • Il garante, coadiuvato dal Direttivo, avvia un’indagine interna:
    • Intervistando i testimoni.
    • Raccogliendo prove documentali o audiovisive.
    • Se necessario, consultandosi con esperti esterni.

• La durata dell’indagine non deve superare i 30 giorni.

• Al termine dell’indagine, il Garante emette una decisione scritta indicante l’esito dell’indagine. Questa viene inviata al Direttivo che valuterà le azioni da intraprendere.

• La decisione viene comunicata alle persone coinvolte e, se necessario, resa pubblica all’interno dell’associazione.

 Monitoraggio e Verifica

• L’Associazione tiene un registro riservato delle segnalazioni e delle decisioni.

• Ogni anno, il comitato valuta una revisione del codice etico e delle procedure, proponendo, se necessario, modifiche per migliorare l’efficacia del modello.

 Norma transitoria:

• All’approvazione del presente Modello Organizzativo il CVMC nomina il Garante a tutela dell’osservanza del Codice Etico e del Codice di Condotta a Tutela dei Minori, c.d. “Safeguarding.